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giovedì 19 maggio 2016

Aristotele e Dante scoprono i segreti dell'universo di Benjamin Alire Saenz

Ed eccomi qui, in un grigio pomeriggio di pioggia a raccontarvi le mie impressioni su un libro che ho appena finito di leggere (e quando dico appena intendo circa 5 minuti fa) e che mi è così piaciuto da spingermi, dopo molti mesi, a riprendere in mano il computer e parlare di storie, di parole ed emozioni. Non è che abbia smesso di leggere in questo periodo di silenzio, ho continuato costantemente a farlo, e alcuni erano libri davvero piacevoli e soddisfacenti, è solo che non avevo ancora trovato quello giusto, quello che mi desse la spinta finale per ricominciare a parlare di storie. Ora l'ho trovato, ce l'ho qui davanti a me e mi ha lasciata con un sorriso sulle labbra così profondo e consolatorio che non potevo evitare di condividerlo.














Titolo: Aristotele e Dante scoprono i segreti dell'universo
Autore: Benjamin Alire Saenz
Casa Editrice: Loecher Editore (Collana Macramè)
Genere: Romanzo di formazione
Pagine: 308
Prezzo cartaceo: 12,45

Trama: Di solito i romanzi parlano di protagonisti “normali” che vivono avventure straordinarie. Questo è un romanzo al contrario, che ci rivela quanto è normale la vita di due ragazzi “speciali”: Aristotele e Dante. Dall’estate del 1987, nella città di El Paso, in Texas, seguiremo la più sensazionale delle scoperte umane: la crescita. Dal microcosmo della famiglia – con le sue regole, i suoi silenzi e le sue rigidità – al ring della scuola, fino allo sconfinato orizzonte della “vita di fuori”, quella che attende tutti tra aspettative e paure. Aristotele e Dante scopriranno i segreti dell’universo dentro se stessi, e finalmente accetteranno di amarsi.


Aristotele e Dante scoprono i segreti dell'universo di Benjamin Alire Saenz non è un libro conosciuto, non ha scalato classifiche nazionali, è uscito già da un po' e rientra nelle letture didattiche per la scuola edite dalla CE Loecher, quindi è stato scritto principalmente per un pubblico adolescenziale; per averlo ho dovuto acquistarlo sulle piattaforme online e aspettare ben dieci giorni perchè a nulla è servito il mio girovagare tra le varie librerie, catene e non, nessuna è riuscita o ha voluto ordinarlo. La copertina non è rigida, quindi è facilmente trasportabile, i fogli sono leggeri e la struttura del libro è stata creata appositamente per ragazzi giovani, con capitoli brevi e note in fondo alla pagina. L'ho iniziato e, fin da subito sono entrata completamente nel mondo di Aristotele, detto Ari, quindicenne latino-americano nato da genitori messicani, con un dramma alle spalle legato al fratello in prigione di cui nessuno vuole mai parlare, con due sorelle tanto più grandi di lui da farlo sentire quasi figlio unico, senza amici e con quell'incertezza adolescenziale che lo spinge ad assumere un atteggiamento da duro anche un po'attaccabrighe che non gli appartiene, però, del tutto. Un giorno decide di andare in piscina anche se
non sa nuotare e qui incontra  Dante, anche lui latino-americano, ragazzo brillante, ironico e intelligente, che vuole diventare un artista, legge poesie, odia le scarpe e che si offre come suo insegnante di nuoto. Da quel giorno Dante e Ari diventano amici anzi, migliori amici, si frequentano quotidianamente e riempiono, come un uragano improvviso, l'uno la vita dell'altro. Attorno a loro ruotano le rispettive famiglie, i genitori di Dante, con suo padre giovanile e sempre allegro e sua madre più seria e composta, abituati a scambiarsi segni di affetto reciproco, così strani e insoliti per Ari che invece convive con la presenza di un padre perennemente in silenzio, rinchiuso nel dolore di una guerra di cui il figlio non conosce nulla, e quella di sua madre, che lo ama profondamente ma che non vuole raccontargli nulla di suo fratello, quel fratello sconosciuto la cui presenta aleggia come un fantasma nella sua vita, come un qualcosa di irrisolto che non lo fa dormire la notte. Famiglie diverse ma attente e presenti nella vita dei figli, genitori che hanno educato al rispetto e alle regole e anche se quelle regole, prima o poi, dovranno essere infrante, c'è comunque un senso di responsabilità intrinseca nei due ragazzi che li porterà a sperimentare cose nuove mantenendo, però, sempre e comunque, il giusto limite. Si parla di omosessualità in questo libro ma anche di amicizia, di famiglia, di crescita e di amore, quello fraterno, quello genitoriale, quello dell'amicizia e quello fra due persone, siano esse un uomo e une donna o due uomini/donne, l'amore in tutte le sue forme, in tutti i suoi colori.

La storia si srotola veloce sotto i nostri occhi quasi fosse un gomitolo di filo lasciato andare, scorre tra le vite di Ari e Dante che si vogliono bene, di quel bene che uno chiama amicizia e l'altro amore, e crescono, entrambi, affrontando i loro demoni e inseguendo quei segreti dell'universo che tanto desiderano scoprire.
Leggendolo mi sono chiesta: in una realtà come quella attuale, dove vengono approvate le unioni civili, dove si combatte per il diritto di essere uguali agli altri, dove parlare di amore tra persone dello stesso sesso non è più un tabù, come avrebbero reagito i miei genitori se avessero saputo che ero omosessuale? Mi avrebbero guardato con disgusto? Con dolore e delusione? Si sarebbero arrabbiati? O avrebbero capito, avrebbero accettato e continuato ad amarmi? Conosco i miei genitori, so quali sono i loro magnifici pregi e conosco anche i loro difetti, so che sono esseri umani e che hanno dei limiti, a loro è capitata una figlia eterosessuale per ciò non hanno dovuto pensare più di tanto all'eventualità di dover affrontare una situazione del genere, non hanno dovuto mettersi in gioco, farsi delle domande; non posso sapere con esattezza come averebbero reagito, posso solo immaginarlo e sperare che la loro reazione sarebbe stata uguale a quella dei genitori di Ari, così umana, rispettosa e assolutamente aperta all'amore. E' una speranza la mia che auguro a tutti, di possedere genitori e amici che sappiano accettare e amare senza giudicare.
Mi è piaciuto questo libro, l'ho trovato sincero, completamente imbevuto di quella delicatezza intima che odora di altri tempi, è quasi fuori luogo usata per parlare del mondo adolescenziale crudele e aspro che conosciamo noi, ma proprio per questo bellissima e dannatamente toccante. Sono stata adolescente anche io ma, come accade spesso, si tende a dimenticare man mano che si cresce e si diventa adulti; tuttavia qualcosa di quel periodo rimane se si scava affondo, sono più sensazioni che veri avvenimenti: ricordo, per esempio, i sogni che avevo e la voglia atavica di essere felice contrapposta a quel costante senso di inadeguatezza che a volte diventava quasi soffocante, diventava quasi sofferenza, un po' come quella di Ari, sempre in cerca dei segreti dell'universo con la convinzione che, una volta conosciuti quelli, la vita avrebbe finalmente avuto un senso, una sua logica, una sua meta. Tutto questo cercare e arrabbiarsi con il mondo e con se stessi per poi scoprire, alla fine, che quei segreti che tanto ci siamo affannati a scoprire erano proprio sotto i nostri occhi, erano sempre stati nostri, solo che non ci eravamo ancora accorti di loro.
La bellezza della scoperta della vita e di se stessi, l'accettazione di ciò che siamo, con i nostri pregi e i nostri difetti, il perdono dato e ricevuto, l'aprirsi al futuro e ai sentimenti, anche quelli che ci fanno più paura, e la speranza, quella magica sensazione che ci spinge a osare, che ci spinge ad essere sinceri, a guardare con occhi nuovi, a baciare con labbra diverse, a stringere mani che sono sempre state li per noi, sicure e sincere, pronte a raccontarci tutti i segreti del mondo seduti sul cassone di un vecchio pick up, mentre si balla nudi sotto la pioggia in mezzo al deserto; è questo che leggiamo nel libro di Saenz, è questo che ci cattura.
La storia di Aristotele e Dante è un po' la storia di tutti gli adolescenti che crescono, così semplice e limpida, quasi banale ma proprio per questo affascinante, perchè a scrivere di amore e insicurezza tra sedicenni sono buoni tutti, ci sono scaffali pieni nelle librerie, storie di tutti i tipi, la vera difficoltà sta nello scrivere qualcosa che vada oltre il comune dramma da ormoni impazziti, oltre i ragazzi cattivi e le ragazze ingenue, qualcosa di vero e sincero, qualcosa che entri nella psicologia dei ragazzi ma senza violenza, senza volgarità, senza filtri di giudizio, perchè tutti sappiamo che la droga e l'alcool fanno male, ma a volte non serve dirlo, basta lasciar parlare i personaggi, le loro azioni. Non voglio leggere di santi e vergini nè di delinquenti e dannati, voglio leggere di ragazzi che vivono e sperimentano e sbagliano ma che mantengono comunque la loro integrità.
Il libro di Saenz è così, non vi racconterà storielle ingioiellate nè drammi da magone, vi parlerà come si parla ad un amico, con schiettezza e rispetto, e vi presenterà Dante e Aristotele, il loro mondo e la loro avventura, bella e comune, niente di nuovo, ma così perfettamente imperfetta da farvene innamorare, subito, subitissimo, quasi fosse il colpo di fulmine, quasi fossero due occhi incontrati per caso in piscina che vi colpiscono al cuore e voi, inconsapevoli, neanche ve ne siete accorti.



Il mio voto: 


mercoledì 21 gennaio 2015

Io sono Vera di Alaisse Amahana

Non credo sia cosa comune dedicare le proprie recensioni a qualcuno, anche perchè, ogni recensione, ha già un suo destinatario ben preciso che è il santo lettore che si prende la briga di mettersi a leggere tutte le tue personali elucubrazioni, forse a tratti anche un po' pedanti, su personaggi e storia e magari ha pure la pazienza e la cortesia di commentare il tuo post; tuttavia, in questo specifico caso, credo che la mia recensione debba necessariamente avere un destinatario in più. Quindi non me ne vogliate, ma per motivi che spiegherò da qui in avanti, dedico queste mie parole ad Alaisse Amehana. Sono assolutamente consapevole che Alaisse sia l'autrice del libro che mi accingo a recensire e che di conseguenza la recensione sarebbe stata ugualmente rivolta anche a lei, ma era d'obbligo, questa volta, specificarlo per esteso ed il motivo è semplice: grazie a questa fanciulla e alla sua bellissima storia sono finalmente riuscita a fare la pace con il mondo degli Angeli di carta ed inchiostro. Dovete infatti sapere che, fin da quando ho iniziato a leggere il genere fantasy, urban e famiglia ho sempre avuto una predilizione per gli angeli, quelle creature celesti dai contorni sfocati che hanno il compito di proteggere gli uomini, di guidarli sulla retta via senza però intralciare il loro libero arbitrio. Ho letto moltissimi libri di questo genere, all'inizio ero una vera neofita e mi sono accontetata delle storielle d'amore di stampo adolescenziale, poi ho iniziato a seguire le recensioni pubblicate sui vari lit-blog e così mi sono avvicinata al genere più "adulto"; potete facilmente immaginare la quantità di angeli che ho conosciuto, da quelli dolci come il miele a quelli caduti dall'animo tenebroso, angeli perfetti e puri, belli come il sole, e angeli crudeli e sexy, pieni di passioni umane e debolezze; il tutto accompagnato da personaggi femminili piuttosto uguali, giovani ragazze abbandonate a se stesse catturate dal magnetismo dell'essere celeste di turno. Insomma, non me ne vogliano gli autori/autrici, ma la maggior parte delle storie avevano personaggi vuoti, ripetitivi e mi annoiavano a morte. Così, spinta dalla delusione, ho smesso di leggere libri sugli angeli nonostante mi fosse rimasta nella testa la voglia di storia che li vedeva protagonisti. Mi sono avvicinata ai tanto osannati vampiri e lupi mannari, alle streghe, agli ammazza demoni, ai cavalieri e draghi, ma sarò sincera, benchè ho amato e apprezzato molti di questi libri, è sempre rimasta viva in me la voglia di angeli. Poi sul web è iniziata a dilagare la notizia di una nuova uscita curata dalla Casa Editrice La Rosa dei Venti fondata dalla bravissima Monia Iori la cui autrice era nientemeno che la simpaticissima Alaisse, blogger di La Bella e il Cavaliere e madre degli stati facebook più esilaranti che io abbia mai letto, tutti dedicati alla sua favolosa famiglia Amehana. La mente di questa ragazza, divisa tre la sue varie Inside Alaisse, è un ricettacolo di sagace autoironia, simpatica genialità e spontanea intelligenza che la rende una personalità unica nel suo genere. Sapevo che questo libro mi sarebbe piaciuto perchè una mente del genere non poteva produrre qualcosa di mediocre, doveva essere per forza qualcosa di diverso, e così è stato. Il fatto poi che avesse una super presentazione da parte della mia amata Bianca Marconero non poteva che attirarlo ancor di più tra le mie braccia. Perciò eccoci qui, giunti finalmente alla mia dedica: Cara Alaisse, questa recensione è per te (errori di battitura, ripetizioni e frasi patetiche comprese) creata appositamente per ringraziarti perchè senza di te avrei continuato ad allontanare le storie sugli angeli ma a desiderarle segretamente, perciò ti sarò eternamente grata, e lo saranno anche tutti gli autori i cui libri ricomincerò a comprare da qui in avanti, anche se sono più che convinta che angeli come Acsei ce ne sono e ce ne saranno ben pochi in giro, ma è il bello dell'unicità, no? Quindi grazie e quando sarai in Giappone non dormire sugli allori ma scrivi, perchè qui c'è gente che è ansiosa di leggerti ancora (puoi anche far morire qualche personaggio ogni tanto, per me non ci sono problemi) e di sognare con le tue storie.

Ma ora veniamo alla recensione vera e propria! Ebbene sì, queste millemila parole erano solo la premessa! Non mi odiate! Se ne avete voglia leggetela, altrimenti andate direttamente a comprare il libro perchè credetemi, questa storia vale ogni secondo dedicato alla sua lettura.


Titolo: Io sono Vera
Autore: Alaisse Amehana
Casa Editrice: La Rosa dei Venti
Genere: Urban Fantasy
Pagine: 268 p.
Prezzo ebook: 2,99 €


Trama: Può una scelta sbagliata cambiare il corso di un’esistenza? Può l’errore di un attimo diventare l’inizio di un destino inaspettato? Quando Veronica esce di casa per raggiungere il ragazzo per cui farebbe di tutto, non sa che le sarà fatale. Non sa che in quell’istante qualcuno sta per cambiare inevitabilmente il corso degli eventi e che presto dimenticherà il sapore della vita. Basta un attimo, una decisione precipitosa, e il suo mondo si capovolge senza scampo. Acsei è un Allievo Custode e l’impulso di dimostrare che è pronto per diventare un vero Angelo è troppo forte per non dargli ascolto; ma il suo avventato desiderio di emergere ha conseguenze drammatiche. Così le loro vite si scontrano in un limbo che ha il volto di una tragedia irreversibile e sconvolgente e tutti i sogni, le speranze e le convinzioni della ragazza svaniscono improvvisamente, spazzati via da qualcosa che nessuno può sconfiggere. Ma Acsei è deciso a porre rimedio al suo errore e trascinerà Vera in una folle lotta contro il tempo e i pericoli che minacciano la sopravvivenza di un’anima solitaria in balia della morte. Cosa sarà disposto a fare per salvarla ed evitare che si smarrisca?

Link utili:




Morire non è una bella cosa. Un’affermazione scontata, ma se sapeste cosa mi è successo, non la giudichereste troppo banale. Non doveva capitare a me. No, no dico sul serio. Non sto recriminando per un fato avverso o qualcosa di così melodrammatico. Non toccava a me. È stato un errore. Un suo errore.


Inizio con il dire che il punto di vista narrativo cambia durante il corso del libro, per cui abbiamo la possibilità di conoscere la psicologia e l'evoluzione di alcuni personaggi attraverso l'uso della prima persona, mentre grazie alla terza ci vengono raccontate le vicende generali. La stroia inizia con Vera, studentessa diciottenne che per uno sfortunato errore muore. La sua morte però non era in programma, si è semplicemente trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato, così si risveglia fantasma, senza un corpo, accanto ad un ragazzo dai riccioli biondi e gli occhi di un blu profondo, belli e ricolmi di senso di colpa. E' Acsei, angelo e allievo dell'Accademia Celeste, prossimo a diventare Custode che, per inseguire il desiderio di rivalsa e dimostrare le proprie capacità messe a dura prova dall'astioso insegnante Camael, ha deciso arbitrariamente di rispondere alla chiamata d'aiuto di una giovane in difficoltà, trasformando il salvataggio nella tragica ed imprevista morte di Vera. E così inizia l'avventura dell'angelo che cerca di sistemare l'errore commesso riportando l'anima di Vera al suo corpo in coma, e quella della ragazza che si ritrova catapultata in un mondo
fatto di esseri celesti che proteggono gli umani, di demoni crudeli sempre in cerca di anime da infettare, di angeli della morte chiamati Traghettatori dai quali deve nascondersi per non essere trasportata nell'adilà, di vecchi angeli non più Custodi dal passato doloroso, e di battaglie celesti che non le appartengono ma nelle quali si troverà irrimediabilmente coinvolta. La storia li porterà ad avvicinarsi l'uno all'altra, una vicinanza obbligata dalle circostanze all'inizio che poi diviene volontaria e necessaria alla fine, perchè quando si fanno delle scelte è necessario poi accettarne le conseguenze, qualunque esse siano; quando si sceglie di far entrare un angelo nella propria vita bisogna accettare la sua natura di essere immortale e lontano dal mondo terrestre, e allo stesso modo, quando si sceglie di lasciarsi invadere dal mondo umano e dalle sue emozioni, bisogna accettare il cambiamento che ne consegue, perchè per un angelo non c'è cosa più travolgente e terribile del contatto umano e del lasciare entrare nel proprio cuore quello di un altro.


venerdì 5 dicembre 2014

B - Loved di P.D. Blacksmith

Eccomi di nuovo qui Lettori! Oggi è una grande giornata, ben due post pubblicati! Il motivo è semplice, ho appena finito di leggere un libro e sono qui, con il cuore ancora in fibrillazione e la mente stravolta dalla magnifica storia, a struggermi per il finale e a chiedermi se mai ci sarà un seguito. Potevo non condividere con voi tuttte le mie emozioni e pensieri? Ovviamente no! E così ecco qui il nuovo post!  La prima parola che mi viene in mente per descrivere questo libro è TRAVOLGENTE, assolutamente coinvolgente sotto tutti i punti di vista. Il libro in questione appartiene alla mia lista per il Christmas Italian's Book Challenge ed è B - Loved di P.D. Blacksmith. Inizio con il dirvi che l'ho letto in due giorni, divorando dalla prima fino all'ultima parola; la storia ti conquista, ti cattura e ti porta con se, tra i monti delle Alpi e tra le strade della città di Trento, facendoti provare forti emozioni e moltissimi batticuori. Inutile dire che l'ho amato e  mi congratulo con me stessa per averlo scovato, tra tutti i titoli di Amazon, e averlo fatto mio, probabilmente mi ha chiamato lui, con quella magia profonda che tutti i libri possiedono e che arrivano da noi, proprio nel momento in cui ne abbiamo bisogno; B - Loved è giunto nel momento perfetto, quando avevo bisono di un buon libro italiano da leggere, che parlasse di amore ma anche di amicizia, che mi emozionasse e commuovesse, che mi rapisse la mente e mi trasportasse al suo interno allontanandomi dalla realtà. Così è stato per me, spero che possa esserlo anche per voi. Prima però di entrare nel vivo della recensione, eccovi qui sotto la scheda del libro.

Titolo: B - Loved
Autore: P.D. Blacksmith
Casa Editrice: Giunti Y (collana Originals)
Pagine: 434 p.
Prezzo: 4,99€ (ebook)
Genere: Urban Fantasy Romantico


Sinossi: Belinda ha diciannove anni, vive a Marsiglia, ed è una ragazza piuttosto inquieta: è un'acrobata del parkour, un asso nel lancio dei coltelli e ha un talento naturale per mettersi nei guai. Dopo essersi fatta coinvolgere in una rapina con una banda di ladruncoli, ha bisogno di cambiare aria e non trova migliore rifugio che la casa del padre, nella sonnacchiosa Trento. Ma i cieli azzurri, i laghi cristallini e le cime innevate di un panorama da favola celano molto più di quanto sembra. Anche i ragazzi che conosce – biondi, muscolosi, tatuati e appassionati di arrampicata – hanno qualcosa di strano. In più, la città è sconvolta da una serie di suicidi, le cui giovani vittime, come in un tragico rituale, cercano la morte nell’acqua. Ben più di una semplice coincidenza. Così la pensano anche Micha, il leader del gruppo, più biondo e più bello di tutti, e Detlev, suo fratello adottivo, sfuggente e misterioso. Ma chi sono davvero i ragazzi delle montagne? Perché vivono isolati sulle vette? Che cosa le vogliono dire? Davanti a Belinda si sta per spalancare un mondo del tutto nuovo, popolato da creature straordinarie pronte a sconfiggere il male. Un mondo dove tutto ha due facce, anche l’amore, e Belinda sarà costretta a scegliere senza fare errori.



Mi fece scendere davanti al portone. Avevo le gambe molli e il marciapiede sotto le mie scarpe pareva cedevole, come di gomma. Esitai, poi d’impulso dissi: 
− Io ti ho sognato. E tu, tu mi… salvavi.
 Detlev guardò a terra. − A certe persone i sogni raccontano la verità – fece un mezzo sorriso, diede gas e si allontanò con un rombo cupo nella via vuota.

La storia inizia presentandoci la protagonista, Belinda, giovane ragazza di vent'anni, alle prese con una rapina in un magazzino di materiale elettronico; poichè pratica il parkour, una disciplina metropolitana nella quale ragazzi e ragazze saltano da uno ostacolo all'altro, a volte anche da un palazzo all'altro, con coreografie affascinanti ma molto pericolose, si è lasciata coinvolgere da un gruppo di delinquenti in quest'impresa illegale, a causa però di una soffiata alla polizia, fatta da Raf, ragazzo che credeva di amare ma che invece la tradisce e si prende gioco di lei, rischia di essere scoperta ed arrestata, riesce però a fuggire e, spinta dalla migliore amica Cèline, decide di lasciare Marsiglia dove vive attualmente, e di trasferirsi a vivere con il padre a Trento. Già dalle primissime pagine capiamo che Belinda è una ragazza per nulla comune, anzi, ha un carattere caparbio, è tosta ma allo stesso tempo fragile ed insicura, si mostra convinta di se quando in realtà desidera solo potersi fidare di qualcuno, amare ed essere amata. Il rapporto con il padre è quasi inesistente, lei lo incolpa di non esserci stato durante la sua infanzia e lo considera quasi un'estraneo, suo padre invece, da parte sua, cerca di aiutarla in tutti i modi, senza essere invadente, sarà questo suo atteggiamento di affetto sottile che farà capire a Belinda quanto in realtà suo padre la conosca e le voglia bene. A Trento Belinda decide di andare a vivere da sola e nella nuova casa incontra due nuovi amici, Donatella, ragazza solare e gentile, e Panco, studente di sociologia alle prese con un gruppo musicale, simpatico e altruista; i due coinquilini entrano nella vita di Belinda come un fiume in piena e la riempiono, le donano affetto e sostegno, quotidianità e famiglia, tutte cose che credeva di non possedere più e che invece scopre di poter meritare ancora.

sabato 21 giugno 2014

Pane - Volume 1 di Emiliano Billai

Che ne pensate dei fantasy? Personalmente è un genere che ho iniziato a leggere da poco tempo; escludendo Tolkien, la mia cultura al riguardo era quasi inesistente, così, spinta dal desiderio di conoscere qualcosa di nuovo, e di avventurarmi in strade non ancora battute, ho deciso di iniziare anche questo genere con la speranza che potesse riservarmi tante belle sorprese. Ed è accaduto esattamente questo, grazie alla lettura che ho terminato giusto ieri: Pane - Volume 1 di Emiliano Billai, primo libro di una trilogia che si prospetta essere una vera gioia per la mente. La lettura è stata emozionante, ricca di suspense e dannatamente commovente, un incontro avvincente con personaggi di spessore e grande personalità. Preparatevi perché la mia sara una recensione molto positiva e piena di entusiasmo!


Autore: Emiliano Billai
Titolo: Pane - Volume 1
Casa Editrice: La Piccola Volante
Pagine: 234 p.
Prezzo: 14,00€ edizione rilegata; 4,03€ ebook
Collana: Collana Fantasy LaPiccolaVolante

Sinossi: "Se esistesse un incantesimo sarebbe bello, sarebbe presto. Ma finché non lo trovi tutto andrà come deve andare". I cattivi ragazzi dei boschi dell’Est continueranno a passeggiare per i viottoli di Rogan fino a quando la leggenda diventerà storia, diventerà guerra. L'anima è quella di un fantasy, una trama che corre lungo il filo di quella che pare un'illusione: forse una magia, forse solo suggestione. Tempi lunghi dedicati ai soli personaggi e all'allestimento dell'evento che apre le porte d'accesso al secondo volume. N.B Per il linguaggio e gli eventi descritti è adatto a un pubblico di lettori adulti.





“Tu sorridi. Amo quando piangi così. Ti porterò e saprai che solo qui troverai sempre quello che ti tiene in vita. ” Sei tu, Bella la mia storia? “Sono io, il tuo racconto. Vuoi essere una rondine?”. Voglio essere una rondine. “Vieni, affacciati oltre la porta. Ti piace? È un bel cielo, ha le nuvole giuste, ha la brezza migliore e un sole caldo. Oltre la porta c’è il giorno perfetto per volare. Salta e dimmi, se puoi volare tanto meravigliosamente, dimmi, perché desideri un cielo che non può avvolgerti come questo.” Perché comincio a sentirmi solo. Nessuno mi seguirà fino a te, Bella Storia Mia, qui son solo. “Eppure tieni per mano una creatura stupenda, non la vedi? È bella e vive di te.” Sei tu, Bella Storia Mia, hai le labbra più belle del mondo. Scriverò di un tuo bacio poi portami a morire, non farmi tornare al silenzio di pietre spente. “Allora baciami, ti porterò dovunque scriverai. ”
 

Questo libro mi è stato gentilmente regalato in seguito alla partecipazione ad un gioco letterario che si è svolto,un po di tempo fa, sul sito La Piccola Volante, casa editrice assolutamente no EAP, dove chiunque è il benvenuto e può dilettarsi in giochi di scrittura favolosi, confrontandosi con altri cantastorie; è arrivato via e mail un pomeriggio ed è rimasto un po' di tempo sul mio kindle in attesa del momento buono per essere letto. Il momento è arrivato tre giorni fa, ed è stato un ciclone in piena regola che mi ha travolta e trascinata all' interno di un mondo costruito con grande maestria e precisamente a Rogan, villaggio di carbonai dove vive Huy, il protagonista della storia. Ma il libro, mie cari, non inizia subito con la descrizione dei personaggi, bensì con un dialogo particolare, tra l'autore e la Storia, è quasi una danza verbale quella che avviene tra i due, dove la Storia cerca di prevalete e quasi sopraffare la volontà del suo creatore, lei, dolce compagna, creatura nata dalla mente ma capace quasi di vita propria, offre una possibilità che è difficile rifiutare, e allora, la fantasia prende il sopravvento e si mischia alla realtà, gettandoci direttamente all'interno della narrazione. Il primo personaggio che compare è Huy; non è un ragazzo comune, lo capiamo fin da subito, è stato raccolto appena nato ai margini della foresta, dal fabbro Bleda, che, nonostante il parere contrario della citta, lo ha accolto e cresciuto come fosse figlio suo. Ma il giovane non è mai stato accettato dagli abitanti di Rogan, è cresciuto circondato dai sussurri malevoli e dagli sguardi cattivi e sospettosi di un popolo che, dopo aver vissuto anni difficili, travagliato da una terribile guerra che ha mietuto numerose vittime e ucciso la speranza nei cuori e la fiducia nel prossimo, vive nella superstizione perenne; una superstizione che li spinge ad odiare e allontanare tutto cio che proviene dalla foresta vicina, dove si mormora, risieda il male. Huy proviene

domenica 23 marzo 2014

Novemila giorni e una sola notte di Jessica Brockmole


Eccomi qui, con gli occhi che luccicano e il cuore traboccante di emozioni, dopo aver finito di leggere questo bellissimo libro. La cosa mi stupisce ancora perché, sinceramente, non era un  libro che avevo intenzione di comprare ora, mi incuriosiva ma nei miei programmi ce n erano altri prima di questo. Poi,qualche giorno fa, sono andata su Amazon ed ero intenzionata ad inserirlo nella mia Lista dei Desideri, anche perché l’ebook costava ben 9.90 euro, ed è una bella cifra per un libro non cartaceo; quindi, con questo intento, vado per cliccare su "Aggiungi alla Lista" ed invece sbaglio riga e clicco sopra a "Compra con un Click"! Ecco, nel giro di mezzo secondo l’ ebook è finito sul mio kindle e i soldi sono spariti dalla mia postepay. Ero basita, e mi sono data della stupida per 10 minuti buoni, autoconvincendomi di essere completamente rincitrullita. Poi la disperazione è passata e mi sono rassegnata. Ho deciso allora che, se avevo speso tutti quei soldi per un ebook, il minimo che potessi fare era iniziare a leggerlo e vedere se il destino era stato generoso oppure aveva semplicemente deciso di farsi beffe di me. Bè, il destino mi ha decisamente fatto dono di una perla stupenda.


Autore: Jessica Brockmole
Titolo: Novemila giorni e una sola notte
Casa Editrice: Nord (Collana Nartrativa Nord)
Pagine: 334 p.
Prezzo: 16€ edizione rilegata; 9.90€ edizione digitale
                                                                                                                                          "Cara figlia mia, tu non hai segreti, ma io ti ho tenuto nascosta una parte di me. Quella parte si è messa a raschiare il muro della sua prigione. E, nel momento in cui tu sei corsa a incontrare il tuo Paul, ha cominciato a urlare di lasciarla uscire. Avrei dovuto insegnarti come indurire il cuore; avrei dovuto dirti che una lettera non e mai soltanto una lettera. Le parole scritte su una pagina possono segnare l'anima. Se tu solo sapessi..." 
E invece Margaret non sa. Non sa perché Elspeth, sua madre, si sia sempre rifiutata di rispondere a qualsiasi domanda sul suo passato. Eppure adesso quel passato ha preso la forma di una lettera ingiallita, l'unica che Elspeth ha lasciato alla figlia prima di andarsene da casa improvvisamente. Una lettera che è l'appassionata dichiarazione d'amore di uno studente americano, David, a una donna di nome Sue. Una lettera che diventa, per Margaret, una sfida e una speranza: attraverso di essa, riuscirà a svelare i segreti della vita di sua madre e a ritrovarla? Come fili invisibili, tirati dalla mano del tempo, le parole di David conducono Margaret sulla selvaggia isola di Skye, nell'umile casa di una giovane poetessa che, venticinque anni prima, aveva deciso di rispondere alla lettera di un ammiratore, dando inizio a una corrispondenza tanto fitta quanto sorprendente. La portano a scoprire una donna ostinata, che ha sempre nutrito la fiamma della sua passione, che non ha mai permesso all'odio di spegnerla.                                                                                                                        
                                                                                                                                                                                                                                              




 
“ Io ti conosco, Sue, e credo che tu conosca me. E se, in questo preciso istante, fossimo seduti accanto e io ti stessi dicendo queste cose, oso sperare che le mie parole non avrebbero meno valore soltanto perché magari non trovi gradevole il mio accento del Midwest. Quando scrivo a te, non devo badare a queste idiozie, non penso ai miei piedi troppo lunghi: posso levare l’involucro  e lasciare solo i chicchi dorati dei miei sogni, delle mie passioni, delle mie paure. Sono tuoi, Sue. “

La storia è raccontata con la forma epistolare, e precisamente, tutta una serie di lettere che i due protagonisti, Sue e David, si inviano per lunghissimo tempo. Siamo agli inizi del ‘900, alle soglie dello scoppio della Prima Guerra Mondiale; il primo a dare avvio a questo legame di carta e penna è David, che scrive a Sue per ringraziarla e congratularsi con lei per il suo libro di poesie che gli ha tenuto compagnia durante una degenza in ospedale. Sue da parte sua, è sbalordita  e compiaciuta, perché questa è la prima vera lettera che riceve da un suo “fan” e quindi risponde al giovane ringraziandolo del pensiero. Da questo momento in poi, da queste poche righe, ha origine la loro Storia. Scopriamo cosi, gradualmente, attraverso ciò che una racconta all’altro, la loro vita. Sue è una giovane donna sposata che vive in una piccola isola della Scozia, Skype, con i suoi genitori e i suoi due fratelli, dalla quale non è mai uscita per paura dell’acqua; avrebbe voluto diventare una geologa, se avesse frequentato l’università, scrive poesie e sogna, sogna molto. David invece è un giovane studente di medicina dell’università dell’Illinois, Usa, è quel che si dice uno scavezzacollo, combina scherzi, si prende gioco delle istituzioni, vorrebbe  studiare la letteratura americana invece della medicina, come pretende il padre, e gli piacerebbe diventare un ballerino classico. Si capisce fin da subito quanto questi due personaggi rappresentino due metà di una stessa mela, quanto si completino l un l’altra, quanto il loro raccontarsi, mediante le lettere, rappresenti uno stimolo e un mezzo per evadere dalle loro realtà quotidiane ed entrare in un mondo tutto loro di cui entrambi sono gli artefici. Da semplice amicizia, ben presto, il loro rapporto si trasforma in qualcosa di più complesso e profondo, ma ancora non si incontrano perché, a complicare le cose, c’è il fatto che Sue è sposata, la lontananza fisica tra i due e, lo scoppio della guerra. Ma a volte l’amore ci dona quel pizzico di coraggio che ci serve,  risveglia in noi una forza che non credevamo di avere che ci porta ad affrontare le nostre paure in nome di qualcosa di piu grande ed importante, e cosi sarà anche per Sue.

“Addormentarmi fra le tue braccia, cullata dalle nostre chiacchiere assonnate nel buio. Ho raccolto ogni parola come una perla, per poi infilarle l’una dietro l’altra nelle mie notti solitarie. Il tuo è il primo accento americano che abbia mai sentito. Mi piace soprattutto quando dici .”

“Quando sei scesa dal treno e quel raggio di sole, filtrando dalle vetrate del soffitto, ti ha avvolto, persino un ateo avrebbe detto che quello era un dito di Dio. E anche nell’ombra hai continuato a risplendere, sempre, per tutto il giorno.”

Tra le lettere di David e Sue si inseriscono anche quelle tra Margaret e sua madre Elspeth, sono epistole successive alla storia dei primi due, poiché si svolgono nel 1940, durante la Seconda Guerra Mondiale. Margaret è infermiera e aspetta il ritorno del fidanzato Paul, soldato dell’esercito, è innamorata e sogna il matrimonio e una vita assieme a lui; dall’altra parte del filo epistolare, a Edimburgo, c’è sua madre, una donna tormentata dal suo passato, dal fantasma di una persona, di un avvenimento che ha cambiato per sempre la sua vita. Margaret sa che in questo passato misterioso, che sua madre le nasconde, c’è una parte che riguarda anche lei, ed è convinta che solo attraverso la conoscenza riuscirà a lasciarsi alle spalle quel senso di mancanza che prova da tutta la vita; così si mette in viaggio alla ricerca di uno zio scorbutico che non conosce e di un passato che è quello di sua madre ma che è anche il suo, per trovare la sua strada ed essere così finalmente libera di poter seguire il suo destino.  Ma nello stesso momento anche sua madre decide di mettersi alla ricerca di qualcosa che credeva di aver perduto per sempre, spinta dall’imminente scoppio della nuova guerra che porta i ricordi, creduti sepolti, in superficie, e dal bisogno di capire, inizierà un viaggio che non sarà solo fisico ma anche interiore, un viaggio del cuore.

"Ma scavare nel passato è proprio cosi no? Sorprendente, sconcertatnte, forse addirittura un po spaventoso. Non si ha idea di ciò che si puo trovare. Tuttavia io so che hai bisogno di provarci Margaret. Finchè non conoscerai il percorso che ti ha porato ad essere cio che sei, non saprai mai se stai camminando lungo la strada giusta. 

“C’erano dei versi che la mamma mi recitava prima di dormire: versi sul vento che si levava dal mare, sferzante e salmastro. Mi sono tornati in mente qui, camminando per l’isola. Ferma sulle colline il vento mi sferza il vestito tra le gambe, solleva spruzzi sulle mie braccia nude, mi lascia il gusto del sale sulle labbra. E allora capisco il lorio significato. Perché, per quanto il vento soffi sulle colline, per quanta attenzione ti chiedi, nel momento in cui scendi più a valle comincia ad attenuarsi. Non che sia meno intenso in realtà. Tuttavia, dopo un po te ne dimentichi. e’ un dato di fatto, una costante: non ti accorgi più che c’è. Finchè un giorno, all’improvviso, non t’investe in pieno, riempiendoti la bocca e le orecchie e l’anima, e allora ti ricordi cosa significa davvero respirare. Hai respirato ogni giorno della tua vita, ma solo in quell’istante ti senti pienamente viva. Dal giorno in cui sei entrato nella mia cucina col cesto di cavoli, ci sei stato, Paul – sempre con me, come il vento - , ma la prima volta che ho trovato una tua lettera..è stato allora che il mio cuore ha spiccato un balzo come mai prima. Mi hai investito in pieno e ho saputo che ero innamorata. Vorrei che fossi qui con me a sentire il vento. E’ pura poesia.” 


Il tema familiare è molto presente, e sfiora varie realtà: il legame fraterno, come quello tra Sue ed i suoi fratelli, che deve fare i conti con l’ombra di un tradimento e con il dolore che gli anni e la lontananza non hanno diminuito; il rapporto tra madre e figlia, dove i segreti  a lungo nascosti alla fine vengono a galla ma che, inaspettatamente, invece di dividere, uniscono; il legame tra padre e figlio, con le incomprensioni e la voglia di dimostrare chi si è veramente; ed infine l’ unione tra un padre ed una figlia che chiude il cerchio, ed unisce il lungo filo degli avvenimenti  che si è srotolato per una vita intera. Con il susseguirsi delle pagine infatti, tutto inizia a farsi chiaro e il lettore inizia a comprendere la vera essenza della storia che, alla fine, raggiunge il suo perfetto completamento. Questo libro è stata una lettura meravigliosa, i personaggi sono pieni di vita e di sentimento; il tema dell’amore c’è, ma non è pesante ne troppo stucchevole, è un amore di quelli che il destino a volte porta sulla nostra via, sofferto per certi aspetti, ma dolce e pieno di promesse, un amore che fa sognare il lettore. 

" Cara Sue, con una lettera siamo nati, con una lettera siamo finiti. Forse con una lettera possiamo ricominciare..."

Mi è piaciuta soprattutto l’idea che ci si possa innamorare di una persona anche senza vederla, che il sentimento vada oltre l’aspetto fisico, che si possa creare un legame che non è dettato dalla bellezza esteriore ma da quella interiore, un amore dell’anima, del cuore e della mente. Compare anche il tema della guerra, è solo sfiorato, perché fa da sfondo alla storia, tuttavia viene visto come un ostacolo, come una fonte di paura e di allontanamento; credo che il messaggio che l’autrice vuole dare è che nonostante la durezza della guerra la vita continua, l’amore puo sopravvivere e rafforzarsi, si continua a vivere nonostante la sofferenza.  Quando ho  finito di leggere l’ultima pagina mi è rimasta addosso una sensazione di tenerezza infinita, di dolcezza per la sorte dei personaggi; questo è uno di quei libri che si leggono bene e con soddisfazione, che vanno bene per tutte le fasce di età, dalla giovane ragazza alla donna adulta, perché regalano bei momenti e trattano il tema dei sentimenti umani con sensibilità e umanità.



“ < Sono passata a darti una cosa> ha detto.  Poi ha posato una busta quadrata, nuova nuova, sulla Bibbia. Buste. Una vita, la mia, piena di buste. Ho cominciato a tremare ancora prima di vedere il nome scritto sopra : Per sue.”




Il mio voto:




Consigliato: SI
Temo di lettura: 3 giorni
Bevanda scelta: Tisana alla Melissa, Camomila e Fiori d'arancio per eliminare la malinconia.

A presto!






lunedì 10 marzo 2014

Legacy di Cayla Kluver




Titolo: Legacy
Autore: Cayla Kluver
Serie: The Legacy Series #1
Casa Editrice: Sperling & Kupfer
Pagine: 480  pagine
Prezzo versione cartacea: 17,90 €

Trama: Una cascata di capelli scuri, occhi neri come l’ebano e l’animo inquieto di chi guarda al futuro con trepidazione: è la giovane Alera, principessa di Hytanica. Il suo diciottesimo compleanno si avvicina, e con esso il momento in cui – in base alle secolari tradizioni del regno – dovrà annunciare al popolo il nome del suo futuro sposo. Eppure non è felice, perché sa di essere destinata fin dalla nascita all’uomo che suo padre il re ha già scelto per lei: a Hytanica infatti la successione al trono può avvenire solo per via maschile. La ragione di Stato le impone di cedere al corteggiamento serrato del prescelto, il nobile e coraggioso Steldor, ma Alera non riesce a rassegnarsi: vorrebbe rimanere fedele ai propri sogni e sposarsi per amore. Finché, un giorno, a palazzo arriva Narian, un ragazzo dal passato oscuro e dal sorriso dolcissimo. Nel corso di lunghe chiacchierate notturne, Narian le racconta di essere cresciuto in una terra governata da leggi molto diverse da quelle di Hytanica, una terra in cui le donne sono libere di scegliere il proprio destino senza sottomettersi alla guida e al volere degli uomini, e le mostra un modo nuovo di affrontare la vita. Ma presto Alera deve fare i conti con un’amara verità: scopre infatti che Narian proviene dall’odiato regno di Cokyri e che il suo nome è legato a una terribile maledizione, capace di distruggere il futuro di Hytanica. Soltanto lei potrà salvare il suo mondo. E per farlo dovrà affrontare una dura battaglia interiore.
Primo volume di una trilogia, Legacy è lo straordinario debutto letterario di una scrittrice giovanissima che, grazie al passaparola, ha già conquistato schiere di lettori in tutto il mondo. Una entusiasmante storia romantica immersa in una cornice fantasy, piena di passione, avventura e intrighi.






“Principessa Alera, a un certo punto la scelta che dovrai fare sarà una e una sola: compiere il tuo dovere o vivere la tua vita.”


Eccomi qui a raccontarvi un nuovo libro appena finito di leggere, Legacy, primo volume di una trilogia fantasy, che mi è molto piaciuto. La storia è raccontata dal punto di vista della protagonista, la principessa ereditaria di Hytanica, Alera; la giovane diciasettenne ha il destino già segnato: diventerà regina e dovrà sposarsi il giorno del suo diciottesimo compleanno con un uomo che rispecchi tutti i requisiti che suo padre, il re, ha stabilito, affinchè possa essere un sovrano giusto e degno del popolo di Hytanica. Fin qui tutto bene, se non fosse che ci troviamo di fronte ad una realtà in cui le donne sono considerate delle semplici “damigelle”, il cui compito è occuparsi esclusivamente dei figli, della casa e della vita sociale, non possono avere giudizi personali sulla vita politica, né su altre questioni definite “importanti”  e sono comandate a bacchetta dai propri mariti, padri, fratelli. Alera è stata educata a questa realtà, pur essendo la legittima erede al trono, non può governare, ma ha bisogno di un marito, il quale assumerà tutti i doveri e le responsabilità del regno; io amo profondamente i personaggi femminili battaglieri e grintosi (sul modello di Rose di Vampire Accademy per capirci..) per cui potete immaginare il nervoso che mi è salito alla bocca dello stomaco leggendo tutto ciò, in aggiunta al fatto che nei primi capitolo Alera sembra un po’ una ragazzina in preda all’ansia adolescenziale, che ragiona seguendo criteri assurdi e adottando un atteggiamento di sottomissione al padre assurdo. Poi proseguendo con la lettura le cose sono un po’ migliorate, io ho smesso di odiarla (ed il mio subconscio ha smesso di scuoterla per darle una svegliata) e ho cercato di entrare nell’atmosfera della storia che, in sostanza, è molto ben costruita. Alera infatti non è come sembra, ha un forte senso del dovere verso il suo regno, ma allo stesso tempo custodisce dentro di se una voglia di libertà, quasi di ribellione, nei confronti di questo destino che non desidera, e che la porta a provare avversione e quasi disprezzo per  il giovane che suo padre ha scelto per lei come marito, Lord Stendol, figlio del comandante della Guardia Scelta del re, il più abile guerriero del regno ed anche il più arrogante e sicuro di se; il ragazzo ha un atteggiamento un tantino sprezzante, è vero, tuttavia prova dell’affetto sincero per Alera, la quale cerca in tutti i modi di allontanarlo con modi bruschi e freddi (anche se un bacetto o due ci scappano comunque…fanciulle dall’animo volubile..); devo ammettere che a me piace  Stendol, nonostante i suoi modi trovo che sia un personaggio importante, l’unico che,  con il suo atteggiamento, riesce a scuotere Alera facendo uscire il suo spirito battagliero e la sua forza di volontà attraverso la rabbia e l’indignazione (e poi  io ho un debole per i belli e dannati, quelli che fanno arrabbiare la protagonista, sono difficili da conquistare e ci fanno sospirare fino alla fine..), per questo penso che con lui l’autrice abbia fatto una scelta giusta.
 C’è poi ovviamente il personaggio maschile di rilievo, Narian, giovane Haytiano rapito da piccolo dai Cokyriani e ritornato in patria dopo 16 anni. Compare piuttosto avanti con la lettura, quindi non è facile affezionarcisi molto, anche perché il suo carattere non viene ben individuato, sembra sempre schivo e silenzioso, forse è stata una volontà dell’autrice scegliere di mantenerlo misterioso per lasciare la sua storia ai prossimi volumi; comunque, l’unica che si avvicina a lui è Alera, e, inevitabilmente, tra i due sboccia l’amore. Alera probabilmente è attratta dalla diversità che c’è in lui, dal suo modo di rivolgersi agli adulti, senza paura e con sicurezza, dal modo gentile con cui tratta lei, dal fatto che la considera importante, tratto che ha sviluppato durante la sua vita tra i cokyriani dove le donne detengono il potere e sono considerate più importanti degli uomini (loro si che capiscono il vero valore delle donne); Alera , abituata ad essere considerata poco importante, con lui sente di avere un rapporto alla pari, di rispetto reciproco,  e ciò la porta ad innamorarsene. Ma, come ogni favola che si rispetti, sorgono delle complicazioni dovute al fatto che lui è per metà cokyriano e quindi c’è diffidenza da parte di tutti nei suoi confronti, in più la cara Alera ha il suo dovere e il suo destino da seguire, e sottrarsene è impossibile .
Ora veniamo al mio personaggio preferito (c’è sempre un personaggio che mi entra nel cuore), la guardia del corpo di Alera, il guerriero London; non è il bello della situazione, anzi, benchè sia descritto come affascinante, ha quarant’anni e una vita difficile alle spalle, tuttavia, è quello che mi ha colpito di più.  E’ gentile con la principessa che protegge da 16 anni, è quasi un padre per lei (tanto che, nonostante la principessa si macchi di un’azione piuttosto sgradevole nei suoi confronti che lo porta a perdere il suo lavoro, la perdona ugualmente, e non è poco! Io Alera l’avrei volentieri messa alla gogna per un po dopo il suo comportamento) è simpatico, coraggioso e nasconde un segreto legato ai cokyriani; insomma, un bel personaggio di spessore e piuttosto importante, se non decisivo, per la storia. Anche la sorella di Alera, la principessa Miranna è costruita bene, è secondaria in questo libro, poiché svolge il ruolo di confidente, tuttavia penso e spero, che nei prossimi  volumi anche la sua storia possa svilupparsi maggiormente perché potrebbe rivelarsi un personaggio con molte potenzialità.
 La storia, benché sia considerata un fantasy, in questo primo volume di fantasy c’è poco, o comunque del fantasy a cui sono abituata io di solito (niente draghi, niente streghe, niente magia, niente creature ibride…), è piuttosto una favola, dove principesse, abiti da sogno, balli, giovani aitanti e guardi del corpo fanno da padroni; tuttavia nell’insieme mi è piaciuto, è un libro ben scritto, l’ambientazione è ben costruita ed anche i personaggi, nella loro totalità, sono ben caratterizzati e c’è la giusta dose di romanticismo (ovviamente molto delicato e dolce tipico del “primo amore”); non ci sono molti colpi di scena, e questo per me è un vero dispiacere perché li adoro, tuttavia c’è un alone di mistero che rende il tutto più affascinante e poco superficiale. Considerato che è il primo libro di una trilogia, a mio parere, ha svolto molto bene il suo compito, e ci preannuncia una storia che, se sviluppata nel modo giusto, può diventare qualcosa di piacevole e inaspettato.
Un piccolo accenno grafico: l’edizione è Sperlyng & Kupfer ed è veramente bella; la copertina è quella che vedete sulla foto in alto, da proprio l’idea di libro delle favole, inoltre ogni capitolo inizia con la miniatura della prima lettera, decorata a seconda dell’argomento del titolo e l’ho trovata una scelta perfetta e di gran gusto, considerato l’argomento del libro, per cui vi assicuro che “se anche l’occhio vuole la sua parte” in questo caso i vostri occhi saranno soddisfatti!

Il mio voto:





Consigliato: Si
Tempo di Lettura: 3 giorni
Bevanda scelta: Tisana allo zenzero e limone con l'aggiunta di miele d'acacia

A presto! Baci Baci!